Festa del Cinema di Roma 2026, guida al programma: 150 titoli, Genovese apre, Bardem, Ortega, Moore tra gli ospiti

Dal 13 al 25 ottobre la XXI edizione della Festa del Cinema di Roma porta nella Capitale circa 150 titoli provenienti da 55 Paesi. Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese apre la manifestazione, Javier Bardem riceverà il Premio alla Carriera e tra gli ospiti annunciati figurano Jenna Ortega, Julianne Moore, Naomi Watts, Kim Kardashian, Paul Bettany, Deva Cassel e Charlotte Gainsbourg.

La Festa del Cinema di Roma 2026 torna dal 13 al 25 ottobre con una XXI edizione che conferma l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone come centro della manifestazione, ma estende proiezioni, incontri e iniziative in numerosi altri luoghi della Capitale. Il programma, presentato il 25 settembre, comprende circa 150 titoli provenienti da 55 Paesi.

Il cuore competitivo è formato dai 18 film di Progressive Cinema, mentre attorno al concorso si sviluppano Grand Public, Freestyle nelle articolazioni Film, Arts e Serie, Proiezioni Speciali, Best of 2026 e Storia del Cinema.

L’edizione tiene insieme due direzioni. Da una parte amplia il versante popolare attraverso anteprime, serie e interpreti internazionali; dall’altra conserva uno spazio consistente per opere prime, documentari, cinema indipendente, restauri e percorsi dedicati alla memoria.

Anche l’immagine ufficiale segue questa linea: Monica Vitti, fotografata da Sergio Strizzi sul set de L’eclisse, accompagna un’edizione che riporta sul grande schermo anche il film di Michelangelo Antonioni in versione restaurata.

Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese apre la Festa

La serata inaugurale del 13 ottobre sarà affidata a Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese, inserito nella sezione Grand Public. Ema Stokholma condurrà la cerimonia d’apertura.

Genovese torna al film corale seguendo tre coppie che hanno costruito attorno alla propria vita un equilibrio rassicurante, fino a quando un evento inatteso le costringe a rimettere in discussione rapporti e scelte.

Il cast riunisce Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Lino Musella, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Claudio Santamaria, Edoardo Vitalone e Rolando Ravello.

L’apertura con un titolo italiano anticipa una presenza nazionale distribuita in tutte le sezioni, dal concorso ai film per il grande pubblico, fino alle opere prime, alle serie e al documentario.

Progressive Cinema: 18 film nel Concorso Internazionale

Sono 18 i titoli di Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani, il concorso internazionale che non separa fiction, documentario e animazione.

Cinque opere vedono una partecipazione produttiva italiana: Brianza, Giorni felici e il documentario Mustang, ai quali si aggiungono le coproduzioni minoritarie Congo Boy e Sants.

Il concorso attraversa cinematografie e generazioni molto diverse. Diego Luna firma Ceniza en la boca, Boots Riley porta I Love Boosters con Keke Palmer, Naomi Ackie, LaKeith Stanfield, Will Poulter e Demi Moore; Tim Blake Nelson dirige e interpreta The Life and Deaths of Wilson Shedd, accanto ad Amanda Seyfried e Scoot McNairy.

Il cinema italiano passa invece anche da Susanna Nicchiarelli, con Giorni felici, e da Kasia Smutniak, che presenta il documentario Mustang.

Il Concorso comprende:

  • Brianza di Simone Catania, con Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi, Marina Rocco e Giovanni Calcagno.
  • Ceniza en la boca (Ashes) di Diego Luna.
  • Closure di Michał Marczak.
  • Congo Boy di Rafiki Fariala.
  • Dua di Blerta Basholli.
  • Eurotrash di Frauke Finsterwalder, con Barbara Sukowa, Alexander Fehling e Luna Wedler.
  • Gæsten (The Guest) di Mads Mengel, con Simon Bennebjerg, Trine Dyrholm e Josephine Park.
  • Giorni felici di Susanna Nicchiarelli, con Carlotta Gamba, Riccardo Scamarcio e Bruno Orlando.
  • I Love Boosters di Boots Riley, con Keke Palmer, Naomi Ackie, Taylour Paige, LaKeith Stanfield, Will Poulter e Demi Moore.
  • I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard, con Anthony Boyle, Joe Cole, Jay Lycurgo e Daryl McCormack.
  • The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson, con Amanda Seyfried, Scoot McNairy, Elizabeth Marvel e lo stesso Nelson.
  • Mustang di Kasia Smutniak.
  • Sants di Mikel Gurrea, con Victoria Luengo, Ariadna Gil ed Eulàlia Ramon.
  • Skejtanjeto ne e za devojčinja (Skateboarding Is Not for Girls) di Dina Duma.
  • Thit-Thee Khu (Fruit Gathering) di Aung Phyoe.
  • Uļa (Ulya) di Viesturs Kairišs, con Kārlis Arnolds Avots e Chulpan Khamatova.
  • Voilà, c’est fini di Gustave Kervern, con Suzanne Lindon, Léa Drucker e Mathieu Amalric.
  • Yesterday the Eye Didn’t Sleep di Rakan Mayasi.

Jenna Ortega, Julianne Moore e Deva Cassel nel Grand Public

È nella sezione Grand Public che la Festa concentra una parte consistente delle anteprime destinate al pubblico più ampio e dei nomi internazionali attesi sul red carpet.

Jenna Ortega è protagonista insieme ad Amy Adams di Klara and the Sun di Taika Waititi, tratto dal romanzo di Kazuo Ishiguro.

The Debut segna invece il nuovo lavoro da regista di Jesse Eisenberg, che recita accanto a Julianne Moore, Paul Giamatti e Halle Bailey.

Deva Cassel guida con Romain Duris Le Fantôme de l’Opéra di Alexandre Castagnetti, presentato in prima mondiale, mentre Elsinore di Simon Stone riunisce Andrew Scott, Olivia Colman, Billie Piper, Johnny Flynn e Luke Thompson.

I Play Rocky di Peter Farrelly torna invece alla storia che portò Sylvester Stallone a creare uno dei personaggi più riconoscibili del cinema americano.

La presenza italiana è particolarmente ampia. Massimiliano Caiazzo interpreta Pino Daniele in Je so’ pazzo di Nicola Prosatore; Daniele Luchetti dirige Elio Germano e Maria Chiara Giannetta in Noi, un po’ meglio; Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo firmano Il ministero dell’amore, con Pif, Corrado Guzzanti, Pietro Sermonti, Angela Finocchiaro e Alessandra Mastronardi.

Completano il versante italiano, tra gli altri, Desiderio di Michela Cescon, È andata così di Gianni Zanasi, L’ora di tutti di Stefania Rocca, Il profilo dell’altra di Francesco Bruni, Le rose di Marrakech di Ginevra Elkann, La sera a Roma di Enrico Vanzina e Un tranquillo funerale di famiglia di Massimiliano Bruno.

In collaborazione con Alice nella Città sarà inoltre presentato Se domani non torno di Paola Randi, dedicato alla vicenda di Giulia Cecchettin.

Freestyle: Valerio Lundini, Charlotte Gainsbourg e le serie con Kim Kardashian e Paul Bettany

Freestyle continua a essere il territorio in cui la Festa mescola forme differenti. La sezione è divisa in Film, Arts e Serie, facendo convivere lungometraggi, documentari sull’arte e produzioni televisive o streaming.

Tra i film italiani c’è Cambogia, esordio nel lungometraggio di Valerio Lundini, che recita con Benedetta Porcaroli, Gabriel Montesi, Giorgio Montanini e Sonia Bergamasco.

Benedetta Porcaroli compare anche in 7 anniversari di Sabrina Iannucci. Riverrun di Philippe Parreno riunisce invece Charlotte Gainsbourg, Zoe Saldaña e Vicky Krieps, mentre The Idiot(s) di Małgorzata Szumowska e Michał Englert vede nel cast Aimee Lou Wood, Johnny Flynn, Vicky Krieps e Christian Friedel.

Sul fronte seriale uno degli appuntamenti annunciati è l’anteprima mondiale del primo episodio della seconda stagione di All’s Fair, con Kim Kardashian, Naomi Watts, Sarah Paulson, Glenn Close, Niecy Nash-Betts e Teyana Taylor.

Marvel arriva invece con Vision Quest, con Paul Bettany e James Spader.

Il programma comprende inoltre 177 giorni. Il rapimento di Farouk di Carlo Carlei, Cagnàz di Alessandro Roia, Chiaroscuro di Jan Maria Michelini, La famiglia Panini – L’avventura delle figurine di Letizia Lamartire, Livatino – Il giudice e i suoi assassini di Michele Placido e Melania Rea di Stefano Mordini.

Musica, sport e memoria nelle Proiezioni Speciali

Il documentario occupa uno spazio ampio nel programma 2026. Le Proiezioni Speciali attraversano musica, sport, televisione, storia civile, architettura e arti.

Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti di Dario Zonta e Carlo Zoratti segue Lorenzo Cherubini, mentre Walter Veltroni firma L’assurda storia della Gialappa’s Band.

Mace – An Out of Body Experience di Giorgio Testi entra nell’universo del produttore e musicista Mace, mentre In a Time Lapse – A Journey Inside the Album di Ana Shametaj parte dal lavoro di Ludovico Einaudi.

Lo sport passa da Federica – L’ultima Olimpiade, dedicato a Federica Brignone, e da Cantona, mentre Give Me the Ball! affronta un’altra storia sportiva.

Alex Gibney porta invece Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie, dedicato all’attentato subito dallo scrittore nel 2022.

La quantità dei documentari disegna così quasi una seconda Festa dentro la Festa: un programma che affianca alle anteprime di finzione una mappa di personaggi, memorie e linguaggi provenienti dalla musica, dalla televisione, dall’arte e dallo sport.

Best of 2026 riporta a Roma i film passati dai grandi festival

La sezione Best of 2026 raccoglie film provenienti da altri festival internazionali e permette alla Festa di recuperare alcuni dei titoli che hanno attraversato la stagione.

Tra questi c’è El ser querido di Rodrigo Sorogoyen, con Javier Bardem e Victoria Luengo.

Fatherland di Paweł Pawlikowski riunisce Sandra Hüller, August Diehl e Devid Striesow; Fjord di Cristian Mungiu vede Sebastian Stan e Renate Reinsve; il coreano Hope di Na Hong-jin porta insieme Hwang Jung-min, Zo In-sung, Michael Fassbender, Alicia Vikander e Taylor Russell.

Nel programma figurano anche La Bola Negra di Javier Calvo e Javier Ambrossi con Penélope Cruz e Glenn Close, Mariage au goût d’orange di Christophe Honoré, Minotaur di Andrey Zvyagintsev e The Only Living Pickpocket in New York di Noah Segan, con John Turturro, Steve Buscemi, Giancarlo Esposito e Tatiana Maslany.

Javier Bardem riceve il Premio alla Carriera

La presenza di Javier Bardem non si limiterà alla proiezione di El ser querido. L’attore spagnolo riceverà il Premio alla Carriera della Festa del Cinema di Roma e sarà Paolo Sorrentino a consegnargli il riconoscimento.

L’Industry Lifetime Achievement Award sarà invece assegnato alla produttrice britannica Tessa Ross durante la serata inaugurale del 13 ottobre. A consegnarlo sarà Edward Berger, con il quale Ross ha lavorato a Conclave.

La sezione Storia del Cinema le dedicherà anche una retrospettiva composta da Billy Elliot, In Bruges, The Zone of Interest, The Lobster e Shame.

Monica Vitti, L’eclisse e la storia del cinema

Il volto della Festa 2026 è Monica Vitti. L’immagine scelta la ritrae sul set de L’eclisse di Michelangelo Antonioni in una fotografia di Sergio Strizzi.

A novantacinque anni dalla nascita dell’attrice, quella scelta trova un prolungamento nel programma: L’eclisse compare infatti tra i restauri di Storia del Cinema.

La sezione riporta sul grande schermo anche Les Amants du Pont-Neuf di Leos Carax, Billy Liar di John Schlesinger, Boogie Nights di Paul Thomas Anderson, Fight Club di David Fincher, Marie Antoinette di Sofia Coppola, Mephisto di István Szabó, Paz! di Renato De Maria, Sexy Beast di Jonathan Glazer e Trainspotting di Danny Boyle.

Un nucleo specifico è dedicato a Gillo Pontecorvo, a vent’anni dalla scomparsa e a sessant’anni dal Leone d’oro ottenuto da La battaglia di Algeri. Il film sarà presentato restaurato e l’edizione 2026 introduce anche il Premio Gillo Pontecorvo.

Gli altri percorsi comprendono un omaggio a Brunello Rondi, undici film scelti per ricordare Goffredo Fofi, la retrospettiva dedicata a Tessa Ross e un tributo a Jacques Perrin come attore, produttore e regista.

Una Festa che si allarga nella città

L’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone resta il fulcro della manifestazione, con le Sale Sinopoli e Petrassi, il Teatro Studio Gianni Borgna e gli altri spazi del complesso.

Il progetto diffuso raggiungerà però anche MAXXI, Teatro Olimpico ACEA, Casa del Cinema, Cinema Giulio Cesare, Teatro Palladium, Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo e Teatro Ateneo, arrivando fino al Terminal 1 dell’aeroporto di Fiumicino.

Il calendario dettagliato con giorni e orari delle singole proiezioni sarà pubblicato nei primi giorni di ottobre. La biglietteria aprirà circa una settimana prima dell’inizio della manifestazione.

La Festa del Cinema di Roma 2026 mette così sullo stesso piano tre dimensioni che negli ultimi anni ne hanno definito sempre più chiaramente l’identità: il concorso internazionale, il rapporto diretto con il grande pubblico e un programma che considera serie, documentario, musica e storia del cinema parti dello stesso paesaggio audiovisivo.

Autore

  • Angelo Costanzo

    Giornalista Professionista iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio e Fotoreporter. Si occupa di cinema, televisione, musica, spettacolo, arte e cultura. Da anni racconta eventi, festival, produzioni cinematografiche e musicali e protagonisti del mondo dell’intrattenimento attraverso articoli, recensioni, approfondimenti e reportage video e fotografici. Editore e curatore di FilmSerieCanzoni.it