Un brano rock, quello dei Le Mura, che racconta con ironia la delusione di chi cerca una guida e scopre che anche il maestro ha perso la strada, con un sound che guarda alla gloriosa scena garage rock italiana, oggi purtroppo in gran parte dimenticata.
Esce venerdì 6 novembre Il Samurai, il nuovo singolo di Le Mura, che segna il ritorno della band dopo anni di distanza. È un brano rock che mette in discussione certezze, ideologie e figure di riferimento, e lo fa con un tono ironico e disincantato.
Il samurai che non ha risposte
Il punto di partenza è semplice e provocatorio. Dopo una lunga ricerca, il protagonista trova finalmente il suo guru, un vecchio samurai che dovrebbe avere tutte le risposte. Il maestro si rivela però molto diverso dalle attese: beve, si droga, si arrabbia e non riesce a offrire soluzioni concrete. Tra domande esistenziali, frustrazioni quotidiane e situazioni surreali, la canzone trasforma la disillusione in un racconto irriverente, in cui anche la figura più autorevole perde credibilità.
Il “rock ’n’ roll della delusione”
Il senso del progetto lo riassume la stessa band, che parla di un “rock ’n’ roll della delusione” pensato per «liberarci dal mito di una guida o di un’ideologia». Il racconto si lega così all’idea di riprendere in mano le proprie scelte, senza affidarle a un’altra persona, e lo fa senza retorica, alternando sarcasmo, rabbia e consapevolezza.
Un sound che viene da lontano
All’ascolto, senza scomodare a ogni costo il combat rock dei Clash o le “canzonette” di Edoardo Bennato, il brano richiama il sound e le atmosfere dei gruppi della scena garage rock italiana degli anni Ottanta, come Technicolour Dream, Peter Sellers and the Hollywood Party, The Sick Rose, Effervescent Elephants, Four By Art e, tornando ancora più indietro nel tempo, il beat dei Mat 65 di “Vendo tutto”. Eredità, influenze o semplici assonanze che, a nostro parere, rappresentano un valore aggiunto per i Le Mura: bentornati.
