Il Festival del Cinema Città di Spello e dei Borghi Umbri – Le Professioni del Cinema si prepara a tornare, dal 6 al 15 marzo 2026, con una quindicesima edizione ancora più ricca di appuntamenti, confermando e rafforzando la propria vocazione: raccontare il cinema a partire da ciò che solitamente resta invisibile al grande pubblico, ovvero il lavoro di chi opera dietro e oltre la macchina da presa. Quest’anno il Festival si fa ancora più diffuso, attraversando Spello, Foligno, Perugia, Bevagna e Costacciaro, e trasformando l’Umbria in un laboratorio aperto sul cinema contemporaneo.
Ad aprire la conferenza i saluti istituzionali di Lucia Borgonzoni, sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, con un messaggio inviato al Festival e Valeria Alessandrini, consigliere del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara; a seguire Antonella Tiranti, dirigente del Turismo della Regione Umbria, Rosanna Zaroli, assessore alle Politiche sociali del Comune di Spello, Giovanni Parapini, direttore Rai Umbria, Sergio Bruno, responsabile preservazione e restauro “Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografie”, Sonia Broccatelli, responsabile coordinamento dell’Umbria Film Commission, e Sofia D’Elia, testimonial Agenda 2030. Presente anche la madrina del Festival, Federica De Benedittis e i conduttori della cerimonia di premiazione, Valeria Zazzaretta e Francesco Castiglione.
Cuore pulsante della manifestazione è il concorso, articolato in numerose sezioni che restituiscono la ricchezza dell’audiovisivo contemporaneo.
Anche quest’anno saranno 14 i film italiani in concorso al Festival. Come previsto dal regolamento, le opere verranno valutate da una giuria composta da professionisti del “dietro le quinte”, chiamata ad assegnare i riconoscimenti in 14 categorie tecniche: sceneggiatura, fotografia, scenografia, costumi, musiche, montaggio, trucco, acconciatura, fonico di presa diretta, montaggio del suono, effetti speciali, creatore di suoni, produttore esecutivo e, novità di questa edizione, stunt coordinator.
Tra i titoli selezionati — che includono anche diverse opere prime — figurano: Gioia mia di Margherita Spampinato, Invisibili di Ambra Principato, Squali di Daniele Barbiero, Ultimo schiaffo di Matteo Oleotto, Jastimari. Il rifugio di Riccardo Cannella, La vita da grandi di Greta Scarano, Come ti muovi, sbagli di Gianni Di Gregorio, Per amore di una donna di Guido Chiesa, Come fratelli di Antonio Padovan, Mani nude di Mauro Mancini, Elena del ghetto di Stefano Casertano, Le bambine di Valentina e Nicole Bertani, Isola di Nora Jaenicke e Le città di pianura di Francesco Sossai.
Accanto alla giuria tecnica, sono previsti anche quattro premi speciali assegnati da altrettante giurie: Cinemaitaliano.info, la stampa umbra, la stampa nazionale — che premierà la migliore opera prima e seconda con un riconoscimento intitolato da quest’anno al giornalista cinematografico Stefano Amadio, scomparso prematuramente nel 2025 e grande amico del Festival — e la giuria junior, composta da studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, chiamata a decretare il miglior film.
Per quanto riguarda la sezione internazionale, saranno otto le pellicole in gara sul palco del Festival di Spello: Il professore e il pinguino di Peter Cattaneo, F1. Il film di Joseph Kosinski, Tutto quello che resta di te di Cherien Dabis, Familiar Touch di Sarah Friedland, Il sentiero azzurro di Gabriel Mascaro, L’attachement. La tenerezza di Carine Tardieu, Mio zio Jens di Brwa Vahabpour e Clara (The Silent Run) di Marta Bergman.
Sedici, invece, i documentari selezionati per il concorso: Milano Calibro 9. Le ore del destino di Deborah Farina, Nyumba di Francesco Del Grosso, Anime violate di Matteo Balsamo, La compagnia di Daniela Alleruzzo, Das Rad di Ambra Tonini, Cose nostre. Palermo come Beirut di Emilia Brandi, Corrispondenze immaginarie di Maria Angela Capossela, Musicanti con la pianola di Matteo Malatesta, Fabi Silvestri Gazzè. Un passo alla volta di Francesco Cordio, I ragazzi del serale di Riccardo De Angelis e Federico Paolinelli, Le cicogne di Chernobyl di Karim Galici, After Fentanyl di Rinaldas Tomaševičius, Se ti avessi avuto di Flavio Germani, Tomoshibi di Lorenzo Squarcia, Sentieri trekking di Cettina Fivita e Cattivi maestri di Roberto Orazi. Alla sezione documentari sarà assegnato anche un premio speciale della Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia.
Ampia anche la presenza delle serie tv, con 13 titoli in programma: Never Too Late di Lorenzo Vignolo e Salvatore De Chirico; Balene – Amiche per sempre di Alessandro Casale; I casi di Teresa Battaglia di Carlo Carlei e Kiko Rosati; Hotel Costiera di Adam Bernstein e Giacomo Martelli; Gigolò per caso 2 – La sex guru di Eros Puglielli; Il mostro di Leonardo Fasoli e Stefano Sollima; Maschi veri di Letizia Lamartire e Matteo Oleotto; Storia della mia famiglia di Claudio Vipellini; Buongiorno mamma di Laura Chiossone ed Edoardo Re; A testa alta. Il coraggio di una donna di Giacomo Martelli; L’arte della gioia di Valeria Golino e Nicolangelo Gelormini; M – Il figlio del secolo di Joe Wright; e Gomorra – Le origini di Marco D’Amore e Francesco Ghiaccio.
Nove le opere dedicate ai backstage di film e serie tv, valutate da due giurie distinte. Per il cinema: Carosello in Love di Jacopo Bonvicini e Born to Sun – Samia’s Behind the Scenes, dal film Non dirmi che hai paura di Yasemin Şamndereli. Per le serie: Blanca 3; Belcanto di Carmine Elia; Gangs of Milano – Speciale; L’arte della gioia – Un set alla moda; I delitti del Barlume – Speciale Barlumando; Petra – Terza stagione – Speciale; e Call My Agent – Italia – Stagione 3 – Speciale.
La sezione animazione conta 14 opere in concorso, tra cui Inscribe and Inquire di Gabriele Saviano, Compiti di Valerio Stomaci, Milo di Valentina Arciero, Viscere di Andrea Barbato, Handle with Care di Alessandra Mastromattei, Metamorphosis di Andrei Yaromenka, Sporty Cool di Elia Salvador, Purple di Eliana Placidi, Unreal Powa! di Fabrizio Spagnoli, La mia migliore amica e Mega corridoi di Stefano Buonamico, Her Majesty di Ony Petroffy, Duzakh di Lorenzo Dionisi e The Painter di Miriana La Milia.
Per i cortometraggi, su 28 opere presentate per l’edizione 2026 dello Spello International Short Film Festival, sono 14 quelle finaliste. A queste si aggiungono due corti della sezione ragazzi, realizzati da studenti di istituti scolastici di Perugia, Terni e Ragusa.
Chiude il concorso la sezione podcast, con otto titoli selezionati: Il falso di Paolo Manduca, La grande famiglia di Cristiano Barducci, Almanacco mafioso, 21 giorni. Cile, Estadio Nacional 1973 di Andrea Aimar, Demoni di Simone Spoladori e Giuseppe Padernò Raddusa, Hannibal Fletcher di LaRotten, Direful Tales di Valentina Poddighe e Il cielo sopra Ustica di Antonio Iovane.
Infine, fuori concorso, il Festival proporrà due proiezioni speciali: Milano calibro 9 di Fernando Di Leo, in una copia concessa dalla Cineteca Nazionale – CSC, e Non essere cattivo di Claudio Caligari.
Il Festival non si limita alle proiezioni, tutte a ingresso gratuito, ma costruisce attorno ai film un fitto calendario di incontri, talk e approfondimenti, che mettono in dialogo autori, tecnici, attori e pubblico. Tra gli ospiti di questa edizione figurano Veronica Pivetti, protagonista di un incontro dedicato alla serialità televisiva, Daniele Silvestri, che accompagnerà la proiezione del documentario Fabi Silvestri Gazzè. Un passo alla volta, e la Banda Caligari, che tornerà a riflettere sull’eredità artistica di Claudio Caligari a dieci anni dall’uscita di Non essere cattivo. Accanto a questi appuntamenti, trovano spazio momenti di confronto su temi cruciali per il presente dell’industria audiovisiva, come il rapporto tra intelligenza artificiale e doppiaggio, o il ruolo della comunicazione nel contrasto alle fragilità sociali.
Anche quest’anno spazio alle scuole con il progetto “Agenda 2030” che torna per il quarto anno consecutivo e che, come di consueto, porta le opere dell’audiovisivo nelle classi, coinvolgendo gli studenti, chiamati a scegliere i vincitori dell’edizione 2026 e che avrà per madrine le attrici Sofia D’Elia e Sara Ciocca.
A completare il programma, tornano le mostre ospitate negli spazi di Spello: “Arte nel cinema”, a cura di Mara Roscini, dedicata al rapporto tra illustrazione e immaginario filmico, e “Attraverso il nero”, curata da Luciano Lapadula e Vito Antonio Lerario, un percorso nella storia del costume e della moda dal XIX secolo ai giorni nostri, che attraversa anche l’estetica cinematografica.
Il Festival si aprirà ufficialmente il 6 marzo, con la conferenza inaugurale e l’inaugurazione delle mostre, e si concluderà con le cerimonie di premiazione del 13 e 14 marzo, che celebreranno non solo i film, ma soprattutto il lavoro e le competenze di chi contribuisce, spesso lontano dai riflettori, alla costruzione del cinema contemporaneo. A quindici anni dalla sua nascita, il Festival del Cinema di Spello continua così a distinguersi come un laboratorio culturale che guarda al cinema non come semplice evento, ma come processo, responsabilità e patrimonio condiviso.
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Giornalista Professionista iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio e Fotoreporter. Si occupa di cinema, televisione, musica, spettacolo, arte e cultura. Da anni racconta eventi, festival, produzioni cinematografiche e musicali e protagonisti del mondo dell’intrattenimento attraverso articoli, recensioni, approfondimenti e reportage video e fotografici. Editore e curatore di FilmSerieCanzoni.it
