Disponibile dal 18 settembre per Columbia, il settimo album solista di Roger Taylor, batterista e autore dei Queen, raccoglie dieci brani. Tre coinvolgono il Ndlovu Youth Choir, mentre una rilettura di “Jealous Guy” di John Lennon completa un lavoro che guarda alle inquietudini del presente senza rinunciare alla fiducia nella bellezza del mondo.
È disponibile dal 18 settembre Violence Insane in a Beautiful World, il nuovo album solista di Roger Taylor. Il disco arriva a cinque anni da Outsider e porta a sette i lavori pubblicati con il suo nome dal batterista, cantante e autore dei Queen. Columbia lo ha distribuito in vinile blu, vinile nero, picture disc, CD standard e in una versione CD con copertina alternativa.
Le dieci tracce non formano un concept album in senso stretto, anche se Taylor riconosce un filo comune che attraversa l’intero lavoro. Il titolo mette già a fuoco la contraddizione da cui nasce il progetto. Il mondo conserva una bellezza evidente, ma continua a essere segnato dalla violenza, dalle guerre, dall’odio e dai danni provocati all’ambiente. Accanto a questa inquietudine torna più volte un’altra idea, quella della gentilezza, che il musicista considera sempre più necessaria.
«È un mondo bellissimo. E la gentilezza è molto importante, anche se sembra essere dimenticata molto spesso», osserva Taylor. Il senso del disco si muove proprio in questa direzione e non coincide con una visione esclusivamente cupa del presente.
La Terra osservata dallo spazio apre il disco
“A Beautiful World” nasce da un’immagine precisa. Taylor immagina un alieno a bordo di un’astronave che osserva la Terra dall’orbita. Da lontano il pianeta appare come una sfera verde e blu di grande bellezza. Uno sguardo più ravvicinato fa però emergere i segni delle ferite che lo attraversano.
La stessa idea ha ispirato anche la copertina. Taylor racconta di avere pensato alla Terra vista dall’esterno, ancora affascinante nonostante la violenza e i problemi che diventano visibili quando l’osservatore si avvicina.
Il titolo Violence Insane in a Beautiful World prende forma da questa sovrapposizione. La bellezza non viene cancellata da ciò che accade sul pianeta. Proprio la sua permanenza rende ancora più evidente, agli occhi di Taylor, quanto rischiamo di compromettere.
Il Ndlovu Youth Choir entra in tre brani
Una presenza importante nel disco è quella del Ndlovu Youth Choir, formazione di Limpopo, in Sudafrica, conosciuta a livello internazionale anche per una versione in lingua zulu di “Bohemian Rhapsody”.
Il coro compare in “A Beautiful World”, ritorna in “Come On Summer (It’s Party Time)” e accompagna la conclusiva “A Great Big Beautiful World (reprise)”. Taylor racconta di essere rimasto colpito dalla loro interpretazione del classico dei Queen e di aver deciso in seguito di coinvolgerli nel nuovo progetto.
Il loro intervento modifica anche il carattere dei brani. In “A Beautiful World” le voci del coro ampliano il paesaggio sonoro e danno alla canzone una dimensione che Taylor sente più vicina alla world music. “Come On Summer (It’s Party Time)” assume invece un tono più festoso. Il musicista riconosce proprio al coro il merito di averla portata verso un suono che potrebbe trovare spazio anche in un club.
La reprise conclusiva riprende il materiale della traccia iniziale in forma più essenziale e lascia maggiore spazio alle voci del Ndlovu Youth Choir. L’album torna così, nell’ultima traccia, all’immagine dalla quale era partito.
“Violence Insane” nasce da musica pensata per un videogioco
La title track ha avuto un’origine diversa. Taylor aveva iniziato a lavorare a “Violence Insane” pensando alla musica per un videogioco. Quando quel progetto non è andato avanti, lui e il collaboratore di lunga data Joshua J. Macrae hanno continuato a sviluppare il materiale e ne hanno accentuato il carattere oscuro e atmosferico.
“What Really Matters” segue invece una direzione più riflessiva. Taylor la descrive come una canzone sulle diverse fasi della vita. La giovinezza è dominata dall’amore vissuto come qualcosa di assoluto, la maturità porta con sé altre priorità e il passare degli anni cambia ancora il modo di guardare alle cose. È allora che la gentilezza acquista, secondo l’autore, un significato più profondo.
“Don’t Photograph Food” cambia completamente tono e nasce dall’insofferenza ironica di Taylor per l’abitudine di fotografare ciò che si mangia. “I See You Now” si sposta invece su un terreno più intimo. Il musicista la lega al rapporto con sua moglie e alla conoscenza che si costruisce davvero soltanto dopo avere condiviso molto tempo con un’altra persona.
“Spit In His Eye” introduce uno spirito più ribelle, mentre “Chump” porta nel disco il lato apertamente politico della scrittura di Taylor. La successione dei brani non cerca quindi un’uniformità di tono e passa con libertà da un registro all’altro.
Roger Taylor rivendica il gusto per l’eclettismo
Questa varietà corrisponde a una scelta precisa. Taylor cita i Beatles, soprattutto da Revolver in avanti, come uno degli esempi che gli hanno insegnato quanto possa essere stimolante non sapere in anticipo quale direzione prenderà la canzone successiva.
«Mi piace l’idea dell’eclettismo. Mi piace l’idea di cose diverse», afferma. È un principio che riconosce anche nella storia dei Queen, dove linguaggi e generi molto lontani hanno spesso trovato spazio nello stesso album.
Violence Insane in a Beautiful World conserva quella libertà. La cupezza della title track convive con l’ironia, i brani più personali lasciano spazio agli interventi corali e una canzone dichiaratamente leggera come “Come On Summer (It’s Party Time)” trova posto accanto alle riflessioni più amare sul presente.
La rilettura di “Jealous Guy” di John Lennon
Taylor firma nove delle dieci tracce. L’unica eccezione è “Jealous Guy” di John Lennon, che il musicista considera una delle grandi ballate della musica popolare.
La sua lettura nasce soprattutto dal rapporto emotivo con la canzone. Taylor ricorda anche la versione pubblicata da Bryan Ferry dopo la morte di Lennon, ma concentra l’attenzione sulla semplicità e sulla vulnerabilità che riconosce nel brano originale.
La cover si inserisce così senza forzature in un album che preferisce cambiare prospettiva invece di mantenere lo stesso tono dall’inizio alla fine.
Il nuovo album accompagna il ritorno dal vivo
L’uscita di Violence Insane in a Beautiful World coincide anche con il ritorno di Roger Taylor sul palco nel Regno Unito. La serie di concerti parte il 21 settembre da Newcastle e rappresenta l’unico ciclo di date britanniche dell’artista previsto per il 2026.
Con Taylor suonano Spike Edney alle tastiere, Tyler Warren alla batteria di supporto, Tina Keys come polistrumentista, Neil Fairclough al basso e Christian Mendoza alla chitarra.
A cinque anni da Outsider, il nuovo album riporta così in primo piano il percorso solista di Taylor. L’immagine della Terra osservata da lontano rimane il filo più forte del progetto. Il pianeta appare ancora bellissimo, ma le sue ferite diventano impossibili da ignorare proprio perché quella bellezza continua a essere visibile. Taylor sceglie di rispondere senza grandi proclami e torna più volte a un comportamento elementare, la gentilezza, affidandole un peso che nel disco diventa progressivamente più chiaro.
La tracklist di Violence Insane in a Beautiful World
- “A Beautiful World” feat. The Ndlovu Youth Choir
- “Violence Insane”
- “What Really Matters”
- “Don’t Photograph Food”
- “I See You Now”
- “Chump”
- “Spit In His Eye”
- “Jealous Guy”
- “Come On Summer (It’s Party Time)” feat. The Ndlovu Youth Choir
- “A Great Big Beautiful World (reprise)” feat. The Ndlovu Youth Choir
L’album è prodotto da Roger Taylor e Joshua J. Macrae. Tutti i brani sono firmati da Taylor, fatta eccezione per “Jealous Guy” di John Lennon.
