Balcanica vince il Premio del Pubblico e il Premio Carlo Lizzani: dopo Venezia 83, al cinema dall’8 ottobre

L’opera prima di Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis, Babak Karimi, Ivar Wafaei e Giovanni Toscano conquista il Premio del Pubblico alle Giornate degli Autori e il Premio Internazionale Carlo Lizzani – Film 2026. Un road movie lungo la rotta balcanica che intreccia migrazione, musica e libertà, seguendo un padre e un figlio afghani costretti a lasciare il proprio Paese. Dal 8 ottobre nelle sale con Fandango Distribuzione.

Due riconoscimenti a Venezia accompagnano “Balcanica” verso l’uscita nelle sale. Presentato in concorso alla 23ª edizione delle Giornate degli Autori, il film d’esordio di Nicola Sorcinelli ha conquistato il Premio del Pubblico e il Premio Internazionale Carlo Lizzani – Film 2026, prima dell’arrivo nei cinema italiani fissato per l’8 ottobre con Fandango Distribuzione.

Interpretato da Matilda De Angelis, Babak Karimi, Ivar Wafaei e Giovanni Toscano, Balcanica sceglie la forma del road movie per raccontare un viaggio lungo una delle rotte migratorie più dure d’Europa. Al centro non c’è soltanto il movimento da un Paese all’altro, ma ciò che rimane inciso sui corpi di chi attraversa confini, respingimenti, freddo, paura e violenza.

Da Venezia due premi per Balcanica

Alle Giornate degli Autori il film ha incontrato il favore del pubblico, che gli ha assegnato il premio della sezione.

A questo si è aggiunto il Premio Carlo Lizzani, riconoscimento collaterale della Mostra del Cinema di Venezia promosso dall’Associazione Nazionale Autori Cinematografici.

La motivazione individua proprio nel rapporto tra viaggio, musica e resistenza uno dei punti di forza dell’opera, definendola un road movie «umano e intenso» capace di mostrare la solitudine dei migranti e il coraggio di chi sceglie di prendersene cura, evitando la retorica.

Un riconoscimento che mette a fuoco anche l’impostazione scelta da Sorcinelli: raccontare la migrazione non attraverso una tesi da dimostrare, ma attraverso persone costrette a muoversi, incontrarsi e prendere decisioni che modificano il corso delle loro vite.

Dall’Afghanistan all’Italia lungo la rotta balcanica

La storia comincia in Afghanistan, quando la musica viene messa al bando.

Nazar, interpretato da Babak Karimi, è un direttore d’orchestra. Suo figlio Jalil, cui dà volto Ivar Wafaei, è invece un giovane suonatore di tuba.

Per entrambi la musica non rappresenta semplicemente un mestiere o una passione: è una parte essenziale della propria identità. Quando anche quella libertà viene negata, padre e figlio sono costretti ad abbandonare tutto.

La destinazione è l’Italia.

Tra loro e la possibilità di ricominciare esiste però la rotta balcanica, attraversata a piedi e segnata dall’incertezza, dalla fatica e dal rischio costante di essere fermati o respinti.

Il loro obiettivo apparentemente semplice — trovare un luogo nel quale poter tornare a suonare — diventa così il motore di un viaggio che progressivamente assume un significato più ampio.

Matilda De Angelis è Greta, una dottoressa davanti a una scelta

Durante il percorso Nazar e Jalil incontrano Greta, interpretata da Matilda De Angelis.

È una dottoressa italiana e rappresenta anche il punto di contatto tra la vicenda dei due musicisti e lo sguardo occidentale.

Il suo ingresso nella storia modifica gli equilibri del viaggio. Da quel momento i tre personaggi si trovano legati da circostanze che li costringono a interrogarsi sui limiti della responsabilità individuale: quanto siamo disposti a rischiare per una persona che non conosciamo? Dove termina l’osservazione e dove comincia la scelta di intervenire?

Sorcinelli individua proprio in Greta il personaggio attraverso il quale far entrare nel film il punto di vista di chi può decidere se guardare altrove oppure assumersi il peso di ciò che ha davanti.

Nel cast figura anche Giovanni Toscano, nel ruolo di Edoardo.

Nicola Sorcinelli: il corpo come memoria del viaggio

Alla base di Balcanica c’è un tema che il regista lega direttamente alla propria storia personale.

Sorcinelli ricorda di essere cresciuto accanto a una nonna che aveva combattuto per la libertà negli anni Quaranta. Le sue storie sulle libertà negate hanno continuato ad accompagnarlo e sono tornate alla mente quando, ancora molto giovane, seppe del divieto della musica in Afghanistan.

Da quella suggestione è nato, insieme allo sceneggiatore Andrea Brusa, il percorso di Nazar e Jalil.

Ma nel film la migrazione viene raccontata soprattutto attraverso il corpo.

È il corpo che permette di avanzare. È quello che sopporta gelo, caldo, fame e paura. Ed è sempre il corpo a conservare le conseguenze del viaggio: violenze, abusi e respingimenti diventano qualcosa che rimane letteralmente scritto sulla pelle.

Questa prospettiva sposta il racconto dalla rappresentazione astratta dei flussi migratori all’esperienza concreta di chi li attraversa.

La musica come libertà e forma di resistenza

La scelta di fare di Nazar e Jalil due musicisti aggiunge al viaggio un’altra dimensione.

La musica è ciò che hanno perduto, ma anche ciò verso cui continuano a muoversi.

Essere costretti a lasciare l’Afghanistan perché non è più possibile suonare significa infatti perdere non soltanto un lavoro, ma il diritto stesso di esprimersi.

Da questo punto di vista il viaggio verso l’Italia diventa anche la ricerca di uno spazio nel quale poter recuperare la propria voce.

Non sorprende quindi che la motivazione del Premio Carlo Lizzani richiami proprio la musica e il corpo come forme di resistenza. Sono i due strumenti attraverso i quali Balcanica prova a tenere insieme la dimensione politica della storia e quella più intima dei suoi protagonisti.

Un road movie senza trasformare il viaggio in spettacolo

Il rischio, davanti a un tema come quello della rotta balcanica, sarebbe trasformare la sofferenza in elemento spettacolare oppure costruire personaggi funzionali soltanto a un messaggio.

Balcanica sceglie invece di mettere al centro le relazioni.

Il rapporto tra Nazar e Jalil porta dentro il viaggio il legame tra padre e figlio, mentre l’incontro con Greta introduce l’elemento dell’imprevisto e della scelta morale.

Il movimento attraverso i confini diventa così anche un passaggio da una condizione umana all’altra: dipendenza, fiducia, paura, responsabilità.

Ed è proprio in questa dimensione che il film cerca di evitare il tono dimostrativo, affidandosi alla concretezza dei gesti e alla progressiva trasformazione dei personaggi.

Balcanica, l’opera prima di Nicola Sorcinelli

Balcanica segna il debutto nel lungometraggio di Nicola Sorcinelli, che firma anche la sceneggiatura insieme ad Andrea Brusa.

La fotografia è di Damjan Radovanović, le scenografie di Dragana Baćović, i costumi di Maria Letizia Della Felice e il montaggio di Ian Degrassi. Le musiche originali sono composte da Michele Braga.

Il film è una produzione Nightswim e Wildside, società del gruppo Fremantle, in coproduzione con This and That Productions e Antitalent e in associazione con M74 e Nieminen Film.

Prodotto da Ines Vasiljević, Stefano Sardo, Sonia Rovai e Ludovica Damiani, con coproduttori Snežana van Houwelingen, Katarina Prpic e Danijel Pek, il film è una coproduzione tra Italia, Serbia e Croazia e ha una durata di 86 minuti.

Tra i produttori associati figura anche Matilda De Angelis.

Balcanica al cinema dall’8 ottobre

Dopo la presentazione alle Giornate degli Autori e i due premi conquistati a Venezia, Balcanica arriverà nelle sale italiane dall’8 ottobre, distribuito da Fandango Distribuzione.

Il passaggio veneziano accompagna così verso il pubblico un film che parte da una vicenda di migrazione ma prova ad allargare lo sguardo.

Il viaggio di Nazar e Jalil parla di confini geografici, ma soprattutto di ciò che accade quando a una persona viene impedito di continuare a essere ciò che è. E nel loro caso tutto comincia da un gesto apparentemente semplice: voler tornare a suonare.

Autore

  • Angelo Costanzo

    Giornalista Professionista iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio e Fotoreporter. Si occupa di cinema, televisione, musica, spettacolo, arte e cultura. Da anni racconta eventi, festival, produzioni cinematografiche e musicali e protagonisti del mondo dell’intrattenimento attraverso articoli, recensioni, approfondimenti e reportage video e fotografici. Editore e curatore di FilmSerieCanzoni.it