Da oggi, 9 settembre, è disponibile gratuitamente in streaming Bruce Springsteen and the E Street Band: Land of Hope and Dreams American Tour (Philadelphia Freedom Cut). Il video raccoglie i primi sette brani dell’ultima tappa di Philadelphia, da War e Born in the U.S.A. a No Surrender e Streets of Minneapolis. Springsteen presenta la performance come una presa di posizione in difesa della Costituzione e della democrazia americana.
Bruce Springsteen torna a mettere la musica al centro del confronto con l’America contemporanea. Da oggi, mercoledì 9 settembre alle 16, è disponibile gratuitamente in streaming Bruce Springsteen and the E Street Band: Land of Hope and Dreams American Tour (Philadelphia Freedom Cut), video che raccoglie i primi sette brani della tappa conclusiva di Philadelphia del tour realizzato con la E Street Band.
Non una semplice selezione dal concerto. Il montaggio concentra alcuni dei brani nei quali il repertorio di Springsteen assume più apertamente una dimensione politica e civile, costruendo una sequenza che parte da “War” e attraversa “Born in the U.S.A.”, “Death to My Hometown”, “Clampdown”, “No Surrender”, “Darkness on the Edge of Town” fino a “Streets of Minneapolis”.
Springsteen: «Abbiamo preso posizione in difesa della nostra democrazia»
È lo stesso Springsteen a spiegare il significato attribuito alla pubblicazione.
Il musicista definisce Philadelphia «la città natale della libertà americana» e lega direttamente il concerto alle prese di posizione espresse durante il tour: «Durante il tour, abbiamo fatto tremare tutto il Paese da un’estremità all’altra e, mentre lo facevamo, abbiamo preso posizione ovunque apertamente in difesa della nostra Costituzione, della nostra Carta dei Diritti e della nostra sacra democrazia».
Springsteen torna quindi ad accusare apertamente il presidente degli Stati Uniti e la sua amministrazione, definendoli una minaccia ai principi costituzionali del Paese.
Il Philadelphia Freedom Cut raccoglie proprio questa dimensione del tour: il palco come luogo nel quale spettacolo, memoria collettiva e intervento politico finiscono per sovrapporsi.
Da War a Born in the U.S.A., sette canzoni che raccontano un’altra America
La scelta della scaletta rende evidente il taglio del video.
Ad aprire è “War”, la canzone resa celebre da Edwin Starr e reinterpretata da Springsteen già negli anni Ottanta. Subito dopo arriva “Born in the U.S.A.”, uno dei brani più frequentemente fraintesi del suo repertorio: dietro il ritornello apparentemente celebrativo rimane il racconto amaro di un reduce del Vietnam e del difficile ritorno in patria.
Con “Death to My Hometown” il discorso si sposta sulle conseguenze sociali ed economiche delle crisi americane, mentre “Clampdown”, dei Clash, porta nella performance un ulteriore richiamo alla resistenza contro conformismo e autoritarismo.
Poi “No Surrender” e “Darkness on the Edge of Town”, due pagine profondamente legate all’immaginario springsteeniano, prima della chiusura affidata a “Streets of Minneapolis”.
Più che una successione di classici, i sette brani diventano quindi una sorta di percorso narrativo attraverso conflitto, identità nazionale, disillusione e resistenza.
Il video di Bruce Springsteen dal concerto di Philadelphia
La E Street Band e Tom Morello sul palco
Accanto a Springsteen torna la formazione allargata della E Street Band.
Sul palco ci sono Roy Bittan al pianoforte e sintetizzatore, Nils Lofgren alla chitarra e voce, Garry Tallent al basso, Stevie Van Zandt alla chitarra e voce e Max Weinberg alla batteria.
Con loro Soozie Tyrell al violino, chitarra e voce, Jake Clemons al sassofono e Charlie Giordano a organo, tastiere e fisarmonica.
La formazione si completa con gli E Street Horns and Percussion — Anthony Almonte, Barry Danielian, Eddie Manion, Ozzie Melendez e Curt Ramm — e con l’E Street Choir, formato da Ada Dyer, Curtis King, Lisa Lowell e Michelle Moore.
A dare ulteriore peso al tour è stata inoltre la presenza di Tom Morello, ospite speciale in tutti i venti spettacoli.
L’incontro tra il chitarrista dei Rage Against the Machine e Springsteen rafforza anche simbolicamente la componente politica del progetto: due percorsi musicali differenti, ma accomunati da una lunga attenzione ai temi sociali e civili.
Un concerto trasformato in documento
Bruce Springsteen and the E Street Band: Land of Hope and Dreams American Tour (Philadelphia Freedom Cut) è diretto da Chris Hilson e Thom Zimny.
Il montaggio è firmato da Zimny e Sam Shapiro, mentre tra i produttori figurano Bruce Springsteen, Jon Landau, Thom Zimny e Adrienne Gerard.
Il suono è stato mixato da Jon Altschiller e registrato da John Cooper; il lighting design è di Jeff Ravitz e Todd Ricci.
Il progetto assume così la forma di un vero documento del tour, più che di un semplice contenuto promozionale: sette esecuzioni scelte per restituire il momento nel quale Springsteen e la E Street Band hanno deciso di rendere ancora più esplicita la relazione tra concerto e presa di posizione pubblica.
La tracklist del Philadelphia Freedom Cut
- War
- Born in the U.S.A.
- Death to My Hometown
- Clampdown
- No Surrender
- Darkness on the Edge of Town
- Streets of Minneapolis
Disponibile gratuitamente in streaming dal 9 settembre, il Philadelphia Freedom Cut restituisce quindi una delle anime più riconoscibili del percorso di Bruce Springsteen: quella di un musicista che continua a usare il rock non soltanto per raccontare l’America, ma anche per prendere posizione sulle sue contraddizioni.
