Morgan Freeman debutta nella musica a 89 anni: il primo album racconta la storia del blues

A 89 anni Morgan Freeman aggiunge la musica a una carriera attraversata dal cinema, dal teatro e da una delle voci narranti più riconoscibili al mondo. L’attore premio Oscar ha pubblicato il suo primo progetto discografico, Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience, un album di dodici brani uscito il 7 agosto 2026 per Decca Records e costruito come un viaggio attraverso quasi un secolo di storia del blues. Freeman non si trasforma però in cantante: è produttore e narratore di un lavoro che affida le interpretazioni a musicisti come Taj Mahal, Keb’ Mo’, Shemekia Copeland, Alvin Youngblood Hart e Anthony “Big A” Sherrod, accompagnati anche dalla Chineke! Orchestra.

Più che una deviazione dalla sua carriera cinematografica, il disco porta alla luce un rapporto con la musica che viene da molto lontano. Freeman è nato in Tennessee ma è cresciuto anche nel Mississippi e ha raccontato di avere ascoltato il blues per la prima volta sul portico della nonna nel Delta del Mississippi. Da allora quella musica, ha spiegato, non lo ha più abbandonato.

Morgan Freeman e il blues, una storia iniziata molto prima dell’album

L’interesse dell’attore per il blues non nasce quindi con Symphonic Blues Experience. Nel 2001 Freeman, Bill Luckett e Howard Stovall fondarono a Clarksdale il Ground Zero Blues Club, locale nato con l’obiettivo di offrire uno spazio alla tradizione musicale del Mississippi Delta e mantenerne viva la cultura. Ancora oggi il club presenta Freeman non soltanto come star di Hollywood, ma come uno dei suoi proprietari e come un appassionato del genere.

È da questo legame che prende forma anche il progetto discografico. Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience cerca di mettere in comunicazione due universi apparentemente lontani: la dimensione ruvida e diretta del Delta blues e quella più ampia della musica sinfonica.

Le registrazioni hanno coinvolto i Royal Studios di Memphis e gli Abbey Road Studios di Londra, dove la Chineke! Orchestra ha realizzato le parti orchestrali. Il risultato vuole conservare l’identità delle composizioni originali senza trasformarle in semplici esercizi celebrativi.

Dodici canzoni per raccontare cento anni di blues

L’album attraversa quasi un secolo di musica americana. Il percorso parte da Dark Was the Night, Cold Was the Ground, brano inciso da Blind Willie Johnson nel 1927, per arrivare fino a I Lied to You, interpretata nel progetto da Keith Johnson.

Nel mezzo trovano spazio alcuni classici fondamentali del repertorio blues: Crossroads, Death Letter Blues, Dust My Broom, The Thrill Is Gone e Traveling Riverside Blues. Freeman collega le diverse tappe con la propria voce, costruendo una narrazione che trasforma la successione dei brani in un percorso storico e culturale. Secondo Associated Press, le dodici tracce condensano in circa 45 minuti il racconto sviluppato più ampiamente nello spettacolo dal vivo.

Il primo brano scelto per presentare il progetto è stato Death Letter Blues, reinterpretazione del classico di Son House affidata a Taj Mahal. La registrazione unisce voce e chitarra del bluesman agli arrangiamenti orchestrali, anticipando la formula che attraversa l’intero lavoro.

Da Taj Mahal a Keb’ Mo’: gli artisti di Symphonic Blues Experience

Freeman ha riunito attorno al progetto musicisti appartenenti a diverse generazioni. Oltre a Taj Mahal partecipano Keb’ Mo’, Shemekia Copeland, Super Chikan, Lady Adrena, Alvin Youngblood Hart, Anthony “Big A” Sherrod, Tierinii Jackson, lo Stax Music Academy Choir e Keith Johnson.

Molti degli interpreti hanno un rapporto diretto con la scena del Mississippi e alcuni sono abituali frequentatori del Ground Zero Blues Club. Il disco evita così di trattare il blues come un genere da museo: l’obiettivo dichiarato è mostrarne la continuità, dalle radici storiche alle generazioni che ancora oggi continuano a suonarlo.

È anche per questo che Freeman descrive il blues come una musica nata da storie che hanno viaggiato dall’Africa occidentale fino al Sud degli Stati Uniti, diventando testimonianza di una cultura capace di resistere e di non lasciarsi dimenticare.

Dal disco al palco: Morgan Freeman porta il blues in orchestra

Il progetto nasce anche come esperienza dal vivo. Dopo diverse rappresentazioni già organizzate tra il 2025 e il 2026, il calendario comprende una data a Houston il 7 agosto, una a Memphis il 26 settembre con la University of Memphis Symphony Orchestra e una a Gulfport, Mississippi, il 17 ottobre.

Sul palco Freeman mantiene il ruolo che gli appartiene più naturalmente: quello del narratore. La sua voce introduce e collega musica, luoghi e memoria, mentre blues band e orchestra trasformano il racconto in spettacolo.

A 89 anni, quindi, il primo album di Morgan Freeman non rappresenta tanto l’inizio tardivo di una seconda carriera quanto l’approdo discografico di una passione coltivata per decenni. Dopo aver raccontato innumerevoli storie attraverso il cinema, questa volta Freeman presta la propria voce a quella che sente appartenere anche alla sua terra: la storia del blues.

La tracklist di Morgan Freeman’s Symphonic Blues Experience

  1. Dark Was the Night, Cold Was the Ground – Morgan Freeman feat. Keith Johnson
  2. Crossroads – Super Chikan
  3. Death Letter Blues – Taj Mahal
  4. Dust My Broom – Lady Adrena
  5. The Thrill Is Gone – Alvin Youngblood Hart
  6. Cadillac Assembly Line – Keb’ Mo’
  7. Somebody’s Knockin’ – Anthony Big A Sherrod
  8. Traveling Riverside Blues – Shemekia Copeland
  9. I’ll Take You There – Tierinii Jackson feat. Stax Music Academy Choir
  10. Love Me Or Leave Me – Anthony Big A Sherrod
  11. Someday – Anthony Big A Sherrod
  12. I Lied To You – Keith Johnson

Autore

  • Angelo Costanzo

    Giornalista Professionista iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio e Fotoreporter. Si occupa di cinema, televisione, musica, spettacolo, arte e cultura. Da anni racconta eventi, festival, produzioni cinematografiche e musicali e protagonisti del mondo dell’intrattenimento attraverso articoli, recensioni, approfondimenti e reportage video e fotografici. Editore e curatore di FilmSerieCanzoni.it